2025-07 Esercitazione Colossum Freedom
Alpini in armi 2025
Esercitazione "Colossum Freedom"
2025
Militari italiani si addestrano con le truppe ungheresi

Le
unità del Battle Group sfidano le rigide temperature invernali sviluppando
attività offensive in ambienti complessi. L’esercitazione si è svolta nell’area
addestrativa ungherese.
Si
è conclusa a fine dicembre 2024 il primo atto della seconda fase addestrativa,
denominata “Rising”, del Battle Group della NATO schierato sul territorio
Ungherese nell’ambito dell’Operazione Forward Land Forces.
L’esercitazione
Colossal Freedom ha visto la partecipazione di circa quattrocento militari e
centotrenta veicoli (civili e militari) appartenenti alla Brigata Alpina Julia
dell’Esercito, alla 11° Brigata Meccanizzata ungherese e a una componente della
Military Police Croata. Le unità in campo hanno potuto mettere in atto le
procedure tecnico-tattiche sviluppate nella fase “Prime” e perfezionare la
pianificazione e la condotta di attività offensive in scenari complessi.
L’intera
attività addestrativa è stata coordinata dallo staff multinazionale del Battle
Group NATO, di base presso la città di Várpalota, ma per tutta la durata delle
operazioni dislocato all’interno della base di Camp Croft. In questo contesto
si è dimostrata fondamentale la stretta collaborazione tra i National
Contingent Commanders che hanno assicurato la leadership congiunta delle unità
sul campo, ottimizzando il risultato operativo e permettendo lo sviluppo di una
manovra lineare.
La
Compagnia di manovra italiana, inserita all’interno del Battle Group, ha
partecipato schierando sul terreno due plotoni di fanteria, un plotone mortai
pesanti e un team di tiratori scelti del 5° Reggimento Alpini, un plotone
guastatori del 2° Reggimento Genio Guastatori, una sezione d’artiglieria con
FH-70 del 3° Reggimento Artiglieria da Montagna e un plotone esplorante dotato
di Blindo Centauro del Piemonte Cavalleria (2°).
In
un dispositivo così articolato caratterizzato da un’elevata dispersione delle
forze in campo, diventa importante la fasatura della manovra e il coordinamento
del fuoco sia diretto che indiretto.
In
questo contesto il Comandante della manovra può avvalersi del supporto degli
operatori droni del 3° Reggimento Supporto Targeting “Bondone” e quello del
Team JTAC (Joint Terminal Attack Controller) italiano per cadenzare il fuoco
degli obici semoventi FH-70 e della componente mortai pesanti 120mm Thomson con
la terza dimensione.
Lo
stesso JTAC, al termine dell’attività del fuoco indiretto, ha guidato
l’intervento dell’areo da combattimento ungherese Saab JAS 39 Gripen per lo
sviluppo di un’attività denominata SEAD (Suppression of Enemy Air Defences).
L’intera
esercitazione si è svolta nell’area addestrativa ungherese che si snoda tra il
poligono di “Zero point” e il poligono di “Koros Hill", a circa quindici
minuti dalla base di Camp Croft (Veszprém).
Simone Algeo



