2026 Herat: storie di uomine e donne
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MOSTRA FOTOGRAFICA
Fiamme Verdi Luglio 2026 di Gino Ceccherini
HERAT: STORIE DI UOMINI E DONNE
Una mostra fotografica d'eccezione
nel prossimo ottobre, per rivedere e, per rivedere e ricordare gli incontri di una missione
nel prossimo ottobre, per rivedere e, per rivedere e ricordare gli incontri di una missione
A quindici anni dalla missione del 3° Reggimento Artiglieria da Montagna della Julia a Herat, una mostra fotografica riaprirà una finestra su uno dei capitoli più complessi e significativi della storia recente delle nostre Forze Armate, specificatamente sul Provincial Reconstruction Team (PRT) XIV.
L’esposizione, dal titolo "OLTRE IL PRESIDIO" che si terrà a Conegliano nel prossimo autunno, con inaugurazione il 24 ottobre, non sarà solo una cronaca per immagini di operazioni militari, ma un racconto visivo profondo del legame indissolubile che si è creato tra i soldati italiani e la popolazione civile afghana.
Il PRT XIV, a guida italiana, operò in un contesto di transizione delicatissimo. Le immagini che saranno esposte ritraggono il doppio binario su cui si muoveva il contingente: da un lato la necessità della sicurezza e del controllo del territorio, dall’altro l’anima della "ricostruzione".
Gli scatti catturano i momenti dell'inaugurazione di scuole, cliniche e infrastrutture idriche, simboli tangibili di un’Italia che ha cercato di seminare normalità in una terra ferita da decenni di conflitti.
La forza della mostra risiede nei dettagli. Non sono solo i mezzi blindati o le pattuglie a occupare l'obiettivo, ma i volti. C’è lo sguardo curioso dei bambini di Herat che osservano i nostri genieri al lavoro, il sorriso delle donne afghane che per la prima volta accedevano a programmi di alfabetizzazione, e la fatica composta degli Alpini della Julia, nello specifico del 3° Reggimento Artiglieria da Montagna, sotto il sole cocente o la neve gelida.
Queste fotografie documentano il concetto di "approccio italiano": una capacità di interazione umana che va oltre il protocollo tattico, basata sul rispetto delle tradizioni locali e sulla mediazione culturale.
Presentare questa mostra oggi significa anche riflettere sul lascito di quella missione. Sebbene lo scenario geopolitico sia drasticamente mutato, il valore del lavoro svolto dal PRT XIV rimane un punto fermo nella memoria collettiva. Le oltre 200 istantanee di questo percorso espositivo servono a ricordare che ogni ponte costruito e ogni pozzo scavato hanno rappresentato, per un momento, una speranza concreta di futuro.
La mostra, che rimarrà aperta al pubblico per tre settimane, per poi essere prestata a tutte quelle Sezioni che ne faranno richiesta, offrirà alle nuove generazioni l’opportunità di comprendere cosa significhi, per l’Italia, partecipare a missioni di pace internazionali: non solo una presenza strategica, ma un atto di profonda umanità.