2025 Herat - I tre lustri del contingente della Julia
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I TRE LUSTRI DEL CONTINGENTE DELLA JULIA
I TRE LUSTRI DEL CONTINGENTE DELLA JULIA
Fiamme Verdi Dicembre 2025 di Gen. B. (ris) Antonino Inturri

Consegna del Tricolore al Gruppo Conegliano in partenza per Herat
16 SETTEMBRE 2010

È il compleanno di Silvia, mia figlia, ma non è un giorno come un altro.
Non stiamo festeggiando in famiglia o in qualche buon ristorante del nostro amato Friuli.
Siamo nella Piazza d'Armi della Caserma “Pio Spaccamela”, a Udine, sede del Reparto Comando e Suppor- ti Tattici della “Julia”: cittadinanza, familiari, parenti, amici sono qui, a salutare e ad augurare “buona fortuna” agli Alpini in partenza per Herat, Afghanistan.
Ci sono tutti: il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, il Comandante delle Truppe Alpine, il Comandante delle Forze Terrestri, i Gonfaloni, il Labaro dell'ANA scortato dall'indimenticabile Corrado Perona, i Vessilli delle Sezioni intervenute in massa alla cerimonia di saluto. Ma, soprattutto, ci sono loro, i Reggimenti della “Julia”, gli uomini e le donne della Brigata chiamati a svolgere un compito impegnativo, duro, totalizzante, di altissimo valore e altrettanto gravosa responsabilità.
OGGI, 16 SETTEMBRE 2025
Sono trascorsi tre lustri da allora. È il nostro compleanno… assieme a quello di Silvia.
Noi del 3° rgt. a. mon. eravamo in quel Contingente come Provincial Reconstruction Team e con noi la Bandiera Italiana affidataci dalla suo Presidente di allora, il caro amico Giovanni Battista Bozzoli, che già era stata in terra afghana con il compianto Col. Silvio Biagini.
Sappiamo come è andata, sappiamo del grande lavoro svolto e dei successi ottenuti in quella terra ancora oggi martoriata che ci ha visto protagonisti di una esperienza forse irripetibile sotto tutti i punti di vista: professionale, umana, emotiva. Ma ricordiamo anche il sacrificio di molti e i lutti che ci hanno così tragicamente colpito.
Abbiamo condotto un'attività oltremodo sensibile, che richiedeva equilibro, capacità di ascolto e di giudizio, abilità nel compromesso, fermezza e, nello stesso tempo, elasticità e volontà di dialogo.
In questa Missione abbiamo investito il meglio di noi stessi, come soldati e come individui, rappresentando degnamente la nostra Patria, con la nostra umanità, la nostra professionalità e determinazione.
Una esperienza che va trasmessa e condivisa, per conoscere e per comprendere: conoscere la storia recente dei nostri reparti alpini e comprendere il significato, l'importanza e l'attualità del complesso dei valori che quel Contingente ha espresso allora e che, ora più che mai, possono rappresentare saldi punti di riferimento in questo momento storico di confusione, incertezza e declino.
Siamo fieri di aver fatto fino in fondo il nostro dovere, di avere servito e onorato la Patria traendo forza e motivazione anche da quel prezioso Tricolore – oggi orgogliosamente e gelosamente custodito presso il Museo degli Alpini di Conegliano – che ci ha accompagnato e protetto ogni giorno laggiù, a Camp Vianini, Herat, Afghanistan.

Sfila ad Herat la Bandiera di Guerra del 3° Rgt. Art. Mont.