3° REGGIMENTO ARTIGLIERIA DA MONTAGNA


2020

Originale festa di Corpo al 3° reggimento artiglieria da montagna, ricordando l’epopea di ieri e gli interventi contro il Covid-19 di oggi

Il sindaco Chies assieme a Gino Dorigo ospiti del reggimento in occasione della festa di Corpo.

Remanzacco, 15 giugno 2020.

Il 15 giugno, nell’anniversario della battaglia del Solstizio che, nel 1918, segnò l’inizio la riscossa del Regio Esercito fino ad arrivare, di lì a qualche mese, alla Vittoria della 1^ Guerra Mondiale, è stata celebrata anche la festa di corpo del 3° reggimento artiglieria terrestre (da montagna).
Considerata la necessità di evitare gli assembramenti nel rispetto delle norme di prevenzione del coronavirus e ragionando sull’atipicità in tutti i sensi del periodo, ma soprattutto e un po’ per la particolarità del periodo, i montagnini hanno deciso di onorare la propria unità in modo atipico, invitando alla caserma “Lesa” le amicizie radicate sul territorio.
In un incontro familiare, quindi, sono giunti a Remanzacco (UD) i Presidenti delle sezioni ANA con le quali esiste un rapporto consolidato per vicinanza, nome e tradizioni: Udine, Cividale, Carnica e Conegliano. Assieme a loro, questa è la vera novità, i sindaci dei comuni dove sono state svolte le operazioni di igienizzazione e sanificazione del territorio durante l’emergenza del coronavirus. Così, i Sindaci (o i ViceSindaci) di Remanzacco, Cividale, Conegliano, Tolmezzo, Prepotto e Povoletto (ex artigliere della 13^ batteria) e gli Alpini, in un clima di sincera amicizia, hanno letto passi della storia del reggimento. Le motivazioni delle Medaglie al Valore e toccanti brani hanno coinvolto e commosso.
Distintosi già nel corso della Prima Guerra Mondiale con le batterie che lo avrebbero formato, il reggimento, da sempre parte della “Julia” nelle varie evoluzioni organiche, ne ha seguito le sorti durante le terribili campagne del secondo conflitto mondiale. In Grecia e in Russia la “Magnifica compagine di armi e di spiriti”, le cui vicende sono narrate nel romanzo di Giulio Bedeschi “Centomila gavette di ghiaccio”, si meritò due Medaglie d’Oro al Valor Militare.
IInfine, la Signora Flavia Virilli, figlia della scomparsa Giuseppina Cargnelutti, adoperatasi per oltre un quarantennio per il ricordo delle vittime militari del terremoto del Friuli nel 1976, ha letto la motivazione della Medaglia d’Argento al Valor dell’Esercito, concessa per il soccorso prestato alla popolazione friulana. Il reggimento, sebbene duramente colpito per il crollo delle sue caserme e la perdita di propri Artiglieri, si adoperò per soccorrere la popolazione nell’immediato, quando c’era da scavare e per sostenerla con trasporti, vettovaglie e attendamenti. La Signora Virilli è stata nominata, nell’occasione, “madrina” del reggimento.
Nelle parole di benvenuto, il colonnello Romeo Michele Tomassetti, il Comandante, ha sottolineato proprio quello che si potrebbe definire il filo logico della giornata: “il legame sostanziale dell’Esercito col territorio e con la popolazione, che affiora con maggior forza nei momenti di difficoltà, come è stato il terremoto di quarantaquattro anni fa e il coronavirus di oggi giorno.”
Tra gli artiglieri presenti, il maresciallo friulano Erick Castagnolo, che, in qualità di infermiere, è stato impiegato tra marzo e aprile scorsi in provincia di Bergamo, avvicendando il personale sanitario locale durante la fase più acuta dell’emergenza.
Alla cerimonia era essere presente anche il Comandante della Brigata “Julia”, Generale Alberto Vezzoli.


Attività di igienizzazione a Conegliano


Assetto davanti al municipio


Sanificazione santuario Castelmonte.


Il Maresciallo Castagnolo durante l'attività a Bergamo.


Le artiglierie oggi in linea


Il 105_14, riassegnato ai montagnini.


Azione di igienizzazione a Tolmezzo


Il sindaco di Remanzacco legge un momento di storia


Il Comandante del 3° saluta gli ospiti


Momenti di riflessione


Terremoto in Friuli, i primi soccorsi, si scava con le mani