MILOVICE


Dicembre 2019

A Milovice in repubblica Ceca per onorare i nostri caduti della “Grande Guerra”

Sono diciassette anni che gli alpini delle sezioni di Conegliano e Belluno e familiari dei caduti nel mese di ottobre si recano, in Boemia Centrale nella cittadina di Milovice a trenta chilometri a nord di Praga, per portare un fiore e una preghiera sulle tombe delle nostre 5276 vittime della “Grande Guerra”.

In questo pellegrinaggio agli alpini di Conegliano e Belluno e guidati da Lino Chies e Angelo Dal Borgo si sono aggiunti una quarantina di cittadini di Concordia Sagittaria (Ve), guidati dal loro sindaco Claudio Odorico e dal giovane concittadino Alessandro Vello, che dopo lunghe ricerche personali scopre in questo campo, oltre al prozio ci sono ben trentatré caduti di Concordia Sagittaria. Questo pellegrinaggio in terra Ceca è stato ricco d’impegni, dal ricevimento in Ambasciata Italiana a Praga ospiti di Sua Eccellenza l’ambasciatore Dott. Francesco Saverio Nisio, alla presenza del corpo diplomatico italiano e autorità civili e militari Ceche. Dopo le presentazioni e le locuzioni di rito, il “Coro Minimo Bellunese” sì è esibito con alcune canzoni alpine e l’inno Nazionale italiano e Ceco.

L’indomani la visita e le cerimonie ufficiali al cimitero di Milovice, la Santa Messa nella chiesa parrocchiale, l’incontro conviviale con l’amministrazione comunale di Milovice e alla vicina cittadina di Lysá nad Labem si e posato dei fiori, al monumento che ricorda gli italiani, russi e francesi posato dai cittadini Cechi in ricordo dei caduti lontano dalla loro patria, presente a questa cerimonia il vice sindaco della cittadina.

Nella delegazione italiana erano presenti i gonfaloni di Conegliano, Alpago e Concordia Sagittaria con i rispettivi sindaci i vessilli A.N.A. di Belluno e Conegliano e il vessillo degli artiglieri sezione di Concordia, i gagliardetti dei Gruppi A.N.A. Colfosco, S.Fior, Tambre, Borsoi, Ponte nelle Alpi-Soverzene, Cavarzano-Oltrardo, Castelavazzo, Livinalongo di Col di Lana, Farra D’Alpago. La cittadina Di Milovice per noi italiani è un pezzo d’Italia un luogo di tristezza e sofferenza, che non potremo mai dimenticare. Qui nel 1917 sorse un enorme campo di prigionia austroungarico, dove transitarono oltre diciottomila prigionieri tra italiani, russi e serbi. Di questi sfortunati combattenti oltre 5000 soldati italiani, non tornarono alle loro case, nel 1927 furono esumate 182 salme dal cimitero di Broumor e sepolte anche loro in questo luogo in fosse comuni. Un dramma disumano e crudele, per questi combattenti fu una morte atroce per fame e malattie.

Milovice era una cittadella militare, un poligono di tiro fin dal 1904, prima con gli austroungarici, poi i tedeschi nel periodo Hitleriano e per finire i russi fino al 1991 quando le truppe sovietiche lasciarono la Cecoslovacchia. Con l’abbandono del territorio dai russi, la zona fu bonificata e riaperta e cosi ricominciarono le visite al cimitero da parte delle popolazioni locali e dei pellegrini giunti da altri paesi, gli italiani furono i più numerosi e dall’amministrazione locale fu riconosciuto e chiamato il cimitero degli italiani.

In quel periodo il cimitero era in uno stato pietoso, le cose cambiarono radicalmente nel nuovo secolo, grazie all’ex Console a Praga Giuseppe Filippo Imbalzano del commissariato Generale di Onor Caduti e dell’artigliere alpino Lino Chies di Conegliano che si adoperarono non con poche difficoltà a dare a questo sacro luogo la dignità che merita. Furono sostituite le croci di legno con altre di marmo di Carrara, recintata tutta l’area e aperto un piccolo museo, il cimitero è ora divenuto territorio italiano, affidata la cura e la manutenzione, la via che conduce al paese è stata denominata “Italska” (via Italia).

D’allora Lino Chies organizza annualmente assieme ad Angelo Dal Borgo, L’ex console Giuseppe Filippo Imbalzano e la collaborazione dell’ambasciata italiana, il pellegrinaggio in terra Ceca con le sezioni alpine di Conegliano e Belluno e negli ultimi anni si sono aggiunti i famigliari di alcuni caduti.

Ritornando al Pellegrinaggio di questi giorni si sono respirate enormi emozioni, la posa delle corone alla stele di marmo rosa, con sottofondo le note del Piave e l’inno di Mameli suonato dalla banda dell’esercito Ceco, mentre il coro “Minimo Bellunese” giunto dall’Italia intonano inno nazionale Ceco, fa accapponare la pelle e molte lacrime si vedono sui volti dei pellegrini, un evento che accomuna sempre più il popolo Italiano e Ceco. Altra enorme commozione, la posa delle rose rosse alla base di ogni croce del campo, per ricordare eternamente il sacrificio di questi nostri combattenti caduti per la patria e dove sarà nostro dovere continuare negli anni futuri i pellegrinaggi, PER NON DIMENTICARE, il loro sacrificio.

L.Rinaldo (gigistrop)