CIAO PRESIDENTE


Agosto 2019

"La penna non me la toglie nessuno...
io non mollo...
Continuerò a camminare con Voi
sulla strada dell'amore e della solidarietà
che è lunga e senza fine"

Luigi Basso

Nato ad Orsago il 25 febbraio 1930, il giovane Basso frequenta le scuole inferiori al collegio Dante di Vittorio per poi iscriversi alla scuola enologica di Conegliano, avendo come professore di italiano Giacomo Vallomy.

Nel 1952 frequenta il corso ufficiali ad Ascoli Piceno per completare poi la specializzazione alla Scuola di Artiglieria di Bracciano, da cui esce con il grado di sottotenente. Qui ha modo di studiare le nuove tavole tecniche di tiro americane. Dopo il giuramento a Udine, viene assegnato alla 13ª batteria del Conegliano, dove diventa esperto nel tiro con il grosso mortaio 107/14, e distaccato a Tai di Cadore.

Nel 1961 viene richiamato per un corso di aggiornamento, sempre a Tai, ottenendo i gradi di tenente.

Ha coltivato forte attitudine per l’atletica fin da quando, nella categoria Balilla durante le attività sportive del sabato fascista, primeggiava nei giochi studenteschi di velocità, 100 e 200 m piani, per poi passare al decathlon. Con un certo orgoglio ricorda quando nel 1948, a Vittorio, su dieci gare ne vinse otto e giungendo secondo nelle rimanenti due.

Altro hobby importante, condiviso con l’amico Battista Bozzoli, è la passione venatoria.

Dopo il congedo, declina la proposta di entrare nei Carabinieri come ufficiale, e per alcuni anni lavora nell’officina di famiglia quindi viene assunto in qualità di segretario nella neonata Cantina Sociale di Orsago, favorendone lo sviluppo per oltre trenta campagne vinicole, fino all’ora della meritata quiescenza.

Nel frattempo, nel 1962 diventa segretario della Sezione, allora guidata da Curto, e assieme all’amico Gigi Battistuzzi nel 1965 fonda il Gruppo di Orsago.

Nel 1969, il presidente Vallomy lo nomina suo vice. Basso si commuove al pensiero del suo vecchio professore. “Quando mi presentava ai raduni, alle assemblee o negli altri appuntamenti alpini- ricorda -non mi presentava mai come il suo vice bensì: ecco Luigino Basso, il mio bravo allievo.”

Presidente della Sezione Alpini di Conegliano 1991-1996

L’Assemblea del 1991 porta alla presidenza Luigi, ma per tutti Luigino, Basso di Orsago

Questo il suo saluto iniziale: “Carissimi Alpini, un affettuoso e cordiale saluto e un grazie sincero per la fiducia che mi avete accordato nel pormi alla guida della Sezione Alpini di Conegliano: l’impegno assunto sarebbe maggiormente gravoso se non fossi sorretto dal Vostro incoraggiamento e dal Vostro appoggio. Non sarà facile per me continuare l’opera del vecio presidente prof. Vallomy. Conto di averlo comunque accanto come Presidente onorario, per potermi consigliare alla luce delle grandi doti di cultura e umanità, con le quali ha sempre tenuto alto il prestigio della nostra Sezione.”

E il saluto di commiato: “Quando nel 1991 mi venne proposto di diventare Presidente della Sezione non volevo accettare perché mia moglie era gravemente malata e volevo starle vicino il più possibile. E invece fu proprio lei, che sentiva avvicinarsi la fine, quasi a costringermi: fallo, Luigino, vedrai che dopo troverai negli alpini tanta compagnia. Una breve pausa e poi, reprimendo la tristezza, continua: …spirò il sabato prima dell’Assemblea del 1992. Con un filo di voce mi disse: domani non mancare, promettilo. Promessa che, pur con il cuore a pezzi, mantenni… ed è proprio là che ho ricevuto il grande e caldo abbraccio consolatore dei miei alpini.”

“Lavorare con voi è stato per me non solo un onore ma anche di gratificazione e di esempio poiché qui ho trovato uomini veri, capaci, solerti e dotati di grande spirito di corpo.

Al nuovo presidente, mio successore, tutta la mia simpatia quale segno di stima e fiducia nell’unità e continuità. Abbraccio affettuosamente tutti: dai collaboratori diretti ai consiglieri, dai capigruppo ai responsabili vari a tutti i livelli, a tutti gli alpini presenti, assenti ed in armi, sicuro di aver voluto con questo mio esonero anticipato - non ho dato le dimissioni, perché ritengo che un alpino non le debba mai dare- sicuro, ripeto, di aver voluto con questo mio esonero anticipato, creare le premesse per una salutare rotazione che dia spazio anche ai giovani per inserirsi nella vita associativa con quello spirito intelligente e innovativo che è la linfa vitale per guardare sereni al futuro. Io, naturalmente, non vado in pensione, la penna non me la toglie nessuno. Io, naturalmente, non mollo, anzi continuerò a camminare con voi sulla strada dell’amore e della solidarietà che è lunga e senza fine. Evviva l’Italia, evviva gli Alpini.”


A Soligo


Con il vescovo Eugenio Ravignani


Alla cena sezionale


In Piazza Cima

L'assemblea sezionale del 1991

L'assemblea sezionale del 1996

L'incontro i suoi vicepresidenti di allora: Grazie Presidente Luigino per averci ribadito che la vita va vissuta si con serietà, ma con altrettanto entusiasmo e leggerezza.