FONTIGO

Fontigo deriva dal latino "Fonticus" cioè luogo di piccole fonti. Molte infatti erano infatti le risorgive del Piave che nel territorio del paese alimentavano i ruscelli che defluivano nel vasto letto del fiume. Nel corso dell'ultimo anno della grande guerra, tutte le case andarono distrutte, e secondo un cronista dell'epoca, "non era possibile reperire un'area superiore a 30 mq ove non fosse caduta una boma". Non esistono reperti archeologici che comprovino l'antichità romana del paese, ma è logico supporre che al pari delle case essi siano andati distrutti. Per trovare una data sicura, si deve aspettare che il comune di Treviso abbia bisogno di denari. Nei verbali degli archivi trevigiani del 1315, si trova che il podestà di Treviso, Manno della Brocca, impose una "colletta" di denari 15 ad ogni "fuoco" e Fontigo contava allora 14 famiglie.
Il 1573 segna l'investitura di un cappellano a rettore perpetuo di Fontigo, che diventa parrocchia autonoma.
Nel novembre del 1917, dopo la ritirata di Caporetto, Fontigo venne a trovarsi in prima linea. Sul Piave piovvero subito a centinaia le granate delle artiglierie italiane dal vicinissimo Montello, impegnate ad arrestare l'avanzata austro-tedesca. Tutti gli abitanti dovettero fuggire. Parecchi perirono per fame oltre i colli del Soligo e nel lontano Friuli.
Da vedere:
Chiesa parrocchiale ricostruita nel 1921. 
Santuario di Santa Libera e oratorio di San Rocco (monumento ai Caduti).






Gruppo Alpini di Fontigo