GRUPPO SAN VENDEMIANO


1985-1995

70° - Vita Alpina Decennio 85-95

1984 - 25° della Rifondazione
Le manifestazioni per il 25° della rifondazione sono state celebrate con lo spirito alpino che caratterizza sempre e ovunque la solidarietà e l'impegno a favore dei più bisognosi. In tale prospettiva vale ricordare, a chiusura delle manifestazioni, l'incontro con il Centro Educazione Speciale di Trieste.

1985
Indimenticabili resteranno le giornate dedicate al lavoro per recuperare e dare un nuovo e decoroso aspetto al laboratorio di Bocca di Strada, che ospita i giovani handicappati, i quali hanno visto le penne nere nella veste di muratore, idraulico, elettricista.
Una persona che ha onorato il proprio lavoro con la penna nera è stato sicuramente Luigi Zago, che è stato premiato con l'onorificenza di "cavaliere al merito della Repubblica Italiana". Grande è stata la gioia che ha contaminato il gruppo per tale evento.
Ospite per una serata corale il coro della Brigata Julia.

1986
La gioia di recarsi in alta montagna, la serena passione di misurarsi con le difficoltà sulle diritte pareti, la soddisfazione per la fatica fatta nel superare le avversità si erano purtroppo spente nelle giovani vite di Andrea Daccò, Carlo Cancian, Aldo Fava, sulla montagna dal nome simbolico "Velo della Madonna". In ricordo di questi giovani, il comitato giovanile e gli alpini hanno voluto dedicare un bivacco sul Bosconero.
Tanto sudore per il trasporto del materiale da fondo valle, in Val Zoldana, sino al bivacco, ma grande resta il ricordo e la soddisfazione per il completamento dell'opera.

La bandiera è il simbolo di tutte le virtù, è la fede unica per l'unità, è il simbolo dell'estremo sacrificio e la protezione sicura di ogni oppresso e il riferimento di ogni attività, è il testimone della fedeltà ai principi fondamentali della morale, è il rispetto per ogni differenza, è la coperta per l'ultimo viaggio, mai ci si deve vergognare di stare sull'attenti davanti ad essa. Queste ed altre espressioni che non finiranno e non basteranno a testimoniare l'ossequio che ogni alpino ha per la bandiera è quanto abbiamo voluto trasmettere nell'offrire alla scuola media questo eterno simbolo.

1987
I fatti non smentiscono l'amicizia tra San Vendemiano e Campeglio di Faedis! Dal 1977 gli scambi si susseguono, in particolare questo incontro verrà ricordato per la partecipazione all'incontro con gli ospiti della casa di riposo di Campeglio con in quali è stata fatta grande festa.
Il ricordo dei caduti in guerra è stato rinverdito, nel nostro gruppo, con una cerimonia di composta semplicità e di elevata sensibilità umana nell'onorare i caduti in Albania e Russia. Sono state benedette cinque stele che restano imperiture a Cison di Valmareno nel sacro Bosco delle Penne Mozze Trevigiane.

1988
Tra le attività che occupano gli alpini del gruppo, viene apprezzata l'organizzazione della sagra paesana della Madonna del Rosario in ottobre. L'impegno profuso per la buona riuscita dei festeggiamenti è una soddisfazione annualmente professa dall'amministrazione comunale e dalla locale Pro-Loco.

1990
A Zoppè, frazione di San Vendemiano, è stato inaugurato il pennone dell'alzabandiera.

1991
La collaborazione del gruppo con la parrocchia di San Vendemiano è una bella e concreta realtà e molte delle attività che organizziamo vengono ospitate nelle strutture che la parrocchia ci mette a disposizione. Il pranzo sociale che annualmente organizziamo presso il capannone che può ospitare soci, familiari, amici e simpatizzanti. Partecipano di norma circa 350 persone e tutto è preparato dai nostri soci cucinieri e camerieri.

1992
"Il sorriso di chi è meno fortunato vale tutto l'oro del mondo": quando il celebrante ha proferito questa frase, a tutti coloro che partecipavano alla cerimonia è sgorgata la lacrima, segno di una forte sensibilità umana. L'occuparsi di quanti sono in difficoltà è stata la spinta che ci ha portato a Borsoi di Tambre per l'incontro annuale con i portatori di handicap del comune di San Vendemiano. Serata corale di canti della montagna con il Coro ANA di Vittorio Veneto ed il coro Tre Mulini di Cavrie, organizzata a favore del CRO di Aviano, per la costruenda Via di Natale, che ospiterà i parenti dei malati in fase terminale.

1993
Facendo proprie le indicazioni che la sede nazionale ha diramato e che da sempre contraddistinguono le attività del gruppo a favore dei più bisognosi, anche quest'anno è stata organizzata la giornata dedicata ai portatori di handicap a Borsoi di Tambre. Tale iniziativa assume maggior rilievo poiché è stata programmata in collaborazione con i gruppi di Garna di Pieve d'Alpago e Borsoi di Tambre, i quali hanno ripristinato e reso agibili alcuni sentieri del loro territorio specificatamente per essere percorsi da persone con problematiche motorie. La nostra riconoscenza e la gratitudine dei familiari dei portatori di handicap va la GRUPPO SCOUT di Ceggia che con il loro intervento hanno contribuito a far trascorrere un giornata serena ai bambini meno fortunati.
Quando un'onorificenza viene conferita, i destinatari sentono che il lavoro svolto serve ed è utile. Quando l'onorificenza viene proposta da enti che giudicano l'impegno e l'abnegazione al volontariato, inorgoglisce e sprona a maggior dedizione.

1994
Nell'ambito delle opere sociali, l'impegno del gruppo è stato manifestato con la pulizia del Monumento ai Caduti.

Al centro polifunzionale "Don Carlo Gnocchi" dedicata una stanza alla memoria del cav. Gino Citron
Domenica 11 settembre 1993, è stato inaugurato il Centro Polifunzionale, che ospita portatori di handicap e la scuola di musica.
La struttura di nuova costruzione è un esempio di sana gestione amministrativa e di rara bellezza architettonica.
Nell'ambito della planimetria esistente, in accordo con l'Amministrazione Comunale, il gruppo alpini, l'AVIS e l'AIDO hanno deciso di arredare una stanza e dedicarlo alla memoria del cav. Gino Citron deceduto quest'anno.
Per rendere solenne la cerimonia inaugurale è intervenuto il coro ANA di Vittorio Veneto e le rappresentanze dei gruppi della Sezione di Conegliano, il gruppo di Campeglio, il gruppo di Borsoi di Tambre e la Sezione di Udine.

Caro Gino. Noi alpini siamo qui per dirti la nostra sofferenza e darti l'ultimo saluto, o meglio, il nostro arrivederci. Tu eri una valanga irresistibile di entusiasmo. Eri la sorgente limpida e cristallina dei ghiacci eterni. Eri il calore della baita che ci rianima. Eri sempre di guardia. Eri la sentinella sensibile e pronta. Quante volte con noi hai cantato. Quante volte hai corso per portare ai bisognosi il tuo sorriso. Lassù sulle cime innevate, accanto alla Madonna delle Nevi, dove il tuo spirito si inebria, noi vecchi amici vogliamo dirti grazie, Grazie dalla Ass.Naz.Alpini che hai onorato. Grazie dalla Sezione che hai servito e per la quale hai lavorato. Grazie dagli amici di Campeglio. Grazie di cuore dagli alpini del tuo gruppo che hai rifondato e amato. Grazie Gino, ti sentiremo sempre con noi. Da lassù, accanto all'ultimo tuo socio morto e in compagnia di coloro che ti hanno preceduto, veglia sulla tua sposa, sui tuoi figli, su tutta la famiglia alpina, per conservare il patrimonio di bontà e generosità.

Sorridici sempre, ne abbiamo bisogno.
Ci hai lasciato un incolmabile vuoto.

Il Consiglio Comunale delibera la "concessione di un'area su cui edificare la sede per le associazioni".
Al pronunciamento di questa frase da parte del sindaco, ogni alpino presente in Consiglio comunale si è sentito appagato per quanto è stata sospirata la possibilità di costruirsi una sede in cui ritrovarsi e coltivare gli umani sentimenti di fratellanza e amicizia e ospitare quanti vogliono assaporare la quiete e il calore alpino. la documentazione è pronta.
Un grazie sentito all'amministrazione comunale.
Ora è tutto pronto, il lavoro non manca, la generosità è scontata.