GRUPPO SAN FIOR


Aprile 2006

I Reduci di San Fior

Nel corso dell'assemblea annuale del gruppo sono stati assegnati i riconoscimenti voluti dall'ANA ai reduci del gruppo: Pino Zambon , Gino Tonon, Gino Perin e Antonio Covre. Nell'illustrare le motivazioni del riconoscimento è riemersa, ed era inevitabile, la polemica dell'indifferenza dello Stato (una indifferenza lunga 60 anni) nei confronti dei militari italiani impegnati nell'ultimo conflitto. Ma è stata anche sottolineata la grande considerazione che ogni gruppo manifestata nei confronti dei propri reduci.
Diverse le storie dei quattro reduci del gruppo, diverse e tutte degne di essere raccontate. Zambon, Covre e Perin hanno vissuto e condiviso la grande tragedia della ritirata dalla Russia.
Gino Tonon, deportato dai Tedeschi dopo l'8 settembre, ha invece conosciuto l'umiliazione della prigionia e del lavoro coatto in Germania. Storie di grandi sofferenze durante la guerra, poi storie di fatica, di lavoro ed anche di dura emigrazione.
Comune la commozione dei quattro nel ricevere il riconoscimento voluto dagli Alpini, ma completamente diverso il loro atteggiamento.
&Tonon, Perin e Zambon avrebbero voluto raccontare ancora una volta le loro storie, quelle da cui sono stati segnati per sempre, quelle storie che vanno raccontando da una vita. E' questa una caratteristica della maggior parte dei reduci: raccontare, magari piangere ogni volta ma raccontare per tener viva la memoria, ma anche bisogno di raccontare per paura di non essere creduti.
Non così Toni Covre che una volta tornato dal gelo della Russia le sue vicende non le ha mai raccontate a nessuno. Forse perchè i ricordi fanno troppo male, forse perché la sua storia sta in alcune pagine del libro di Bedeschi che meglio di ogni altro fa rivivere la tragedia degli Alpini in Russia e dove Covre, per una singolare vicenda legata al rapporto con l'autore, unico tra i protagonisti, compare con il suo vero nome.
Nel corso dell'assemblea è stato rinnovato anche il consiglio direttivo. Dopo tre anni, Aldo Tonon ha voluto lasciare la guida del Gruppo. Era stato insistentemente invitato a proseguire, avendo tutti riconosciuto il suo instancabile impegno e la sua grande passione alpina. Il nuovo (si fa per dire) Capogruppo è Ezio Marchioni.