GRUPPO CORBANESE


Giugno 1992

25° DEL GRUPPO DI CORBANESE

Ribadita l'importanza di un impegno costante e sereno di socialità e civiltà

La fattispecie, la particolarità di un avvenimento associativo alpino, riportata in cronaca, alcune volte può sembrare noiosamente iterata; in realtà non lo è, poiché c’è sempre un legittimo motivo - come in questo caso (qui non si parla di sagre); inoltre nella circostanza si richiamano quei valori che sono stati e che sono il sostegno morale delle penne nere.
Le autorità nei loro graditi e significativi interventi hanno reso testimonianza all’impegno serio profuso dal Gruppo di Corbanese nei 25 anni di vita, e delle sue opere. Quindi narrare quello che le penne nere di Corbanese - guidate dal capogruppo Angelo Casagrande e dal segretario Gianni Dal Molin: e ieri da Giorgio Poi e Mario Maset - hanno realizzato, ed oggi festeggiato con determinazione, è senza dubbio doveroso.
Era una giornata discretamente soleggiata domenica 15 marzo, quando ci siamo radunati alle ore 9.30, alle porte dei paese, per incamminarci, in ordinato corteo — tra gli applausi della gente —, preceduti dalla Fanfara Alpina, dal Gonfalone del Comune di Tarzo, dai Vessilli di Conegliano e di Vittorio Veneto, dalle bandiere rappresentanti le associazioni dell’arma Aeronautica e degli Artiglieri di Tarzo, dai gagliardetti dei Gruppi di Colle Umberto, di Farra d’Alpago e di Tarzo della sezione di Vittorio Veneto e della quasi totalità dei nostri Gruppi, verso la chiesa parrocchiale per assistere alla S. Messa, celebrata dal giovane parroco don Lorenzo Dalla Betta. Soddisfacente la partecipazione degli alpini e della popolazione.
Presenti il sindaco di Tarzo (capoluogo cui fa parte Corbanese) geom. Elio Casagrande, il col. Giuseppe Salati, il comandante il distaccamento di Polizia Stradale di Vittorio Veneto mar. magg. Franco Caliciotti, il rag. Ennio Da Re vice presidente della sezione di Vittorio Veneto, i vice presidenti della nostra sezione Giovanni Battista Bozzoli e Nino Geronazzo (assente per indisposizione il presidente enot. Luigi Basso).
Durante l’omelia della S. Messa, dopo aver commentato il Vangelo della Trasfigurazione e le parole di Dio Padre che invitano a seguire Gesù sulla strada del dono di sé, del servizio, della giustizia e della pace, il parroco don Lorenzo ha inserito una riflessione direttamente attinente alla celebrazione della suddetta ricorrenza alpina:
— “Credo però che anche la presenza dei nostri amici alpini qui in chiesa oggi possa dirci qualcosa di molto valido in questo stesso senso. Sui fronte dell’impegno civile e sociale, gli alpini hanno fatto delle precise scelte di democrazia, di partecipazione e di solidarietà.
Non si sono chiusi nelle nostalgie del passato o in rituali senz’anima, ma hanno capito che la difesa della nazione si fa soprattutto in termini positivi, con l’impegno a coltivare i valori della pace, della solidarietà, dell’onestà, della presenza attiva e costruttiva nelle istituzioni, nella realtà civile e professionale.
Se la gente ama gli alpini, non è perchè li trova particolarmente simpatici e festaioli o perchè hanno la classica penna sul cappello, ma perchè si sono schierati decisamente a fianco della parte più sana della nazione e hanno fatto propria la grande scelta del solidarismo cristiano, impegnandosi ad essere presenti e disponibili ovunque i bisogni urgenti del Paese li richiedano.
Così li abbiamo visti generosamente attivi in Friuli dopo il terremoto, in Irpinia, in Valtellina e in tante altre occasioni di emergenza. Le iniziative a favore di istituzioni bene,fiche operi/ripristino di edifici di interesse storico, artistico e religioso non si contano.
Anche qui a Corbanese gli alpini hanno lasciato il segno della loro sensibilità nella Chiesa e sui percorso del Calvario e sono decisi a continuare questa lodevole tradizione. Noi li rin graziamo per la loro significativa testimonianza di impegno civile e sociale e auguriamo loro di poter dare un contributo più decisivo per l'affermazione di una cultura di pace e di autentico progresso, centrata sulla promozione della dignità dell’uomo, sulla solidarietà e sull’attenzione alle categorie più deboli. È un impegno questo però che ci deve unire tutti, alpini e non, perchè è la consegna precisa che ci viene dal Vangelo ed è, non dimentichiamolo mai, la condizione fondamentale per poter costruire una società veramente degna dell’uomo ‘
Sono seguite la benedizione e la deposizione della corona di alloro al monumento ai Caduti, funzioni accompagnate dalle note dell’Inno di Mameli e successivamente del “Silenzio”, suonato dall’alpino Fantinel.
A questo punto hanno avuto inizio gli interventi. Il capo-gruppo Angelo Casagrande ha dato il benvenuto alle autorità e a tutti i convenuti, ringraziandoli, commosso, della loro prestigiosa e numerosa presenza.
Il sindaco geom. Elio Casagrande, dopo aver porto il saluto personale e dell’Amministrazione comunale, ha detto che l’atmosfera cordiale e serena regnante tutt’intorno era il presagio, anzi, la conferma di una gioiosa giornata, giusto, meritato compendio alle tante fatiche degli alpini, in particolare alloro spirito di servizio. Ha concluso affermando che l’Italia ha bisogno di una seria “regolata” morale e civile.
Infine il vicepresidente Nino Geronazzo ha pronunciato il discorso ufficiale in questi termini:
— “Signor sindaco, autorità, cittadini, alpini qui convenuti, trovo doveroso ringraziare tutti per l’affettuosa partecipazione a questa semplice, ma significativa cerimonia, voluta dal gruppo alpini di Corbanese, dal loro capogruppo Angelo Casagrande e inserita nelle manifestazioni sezionali.
Prendo la parola anche a nome del presidente sezionale Luigi Basso, impossibilitato a presenziare per motivi di salute. Vi porto il suo più cordiale saluto, insieme a quello dei quasi 5000 Alpini della sezione di Conegliano, forte dei suoi 29 gruppi, alpini che oggi sono qui tutti idealmente presenti.
È questo un incontro voluto per festeggiare un evento significativo nella storia di un Gruppo: 25 anni di vita alpina, piccole e grandi cose fatte da voi alpini di Corbanese con quello spirito clic vi ha legato e vi legherà ne/futuro, incomprensibile a molti simboleggiato dal nostro cappello.
In una “ISOLA VERDE” del nostro mensile “L’Alpino’ mi hanno colpito alcune frasi di un articolo: "LA RARA NORMALITA' DI ESSERE ALPINI". Dice l’articolista: "... Gli Alpini sono solamente, unicamente, semplicemente e modestamente cittadini qualsiasi: uomini che vivono nelle grandi città e nei piccoli paesi...". Tornando al tema di oggi è doveroso ricordare alcuni momenti tra i più significativi di questi 25 anni. Nel 1966 l’allora vice presidente comm. Giovanni Daccò inizia i contatti con gli alpini di Corbanese per la costituzione di un gruppo, in armonia con la sezione di Vittorio Veneto. il 26 novembre 1967, con la benedizione del gagliardetto - madrina la signora Matilde Maset ved. Luca, — inizia ufficialmente l’attività del gruppo: capogruppo Giorgio Pol. Il 28 marzo 1971, viene inaugurato il rifacimento del monumento ai Caduti.
Nel 1972 diviene capo gruppo Mario Maset, che guiderà il gruppo fino al 1990. Significativi, in questo periodo, l’intervento effettuato sul tetto della chiesetta del Calvario e la partecipazione frequente ai lavori del nascente ‘Bosco delle Penne Mozze” e nel Friuli a Pinzano. Il 21 marzo 1982 è stato inaugurato e donato alle scuole elementari il cippo con pennone alza- bandiera.
Permettetemi di sottolineare — ha proseguito Nino Geronazzo — quanto importanti siano, per la crescita d’ogni vita associativa ed in particolare per la vita futura dei nostri gruppi, la continuità tra il passato ed il presente, la gratitudine verso coloro che ci hanno preceduti, il cui esempio deve accompagnare le nuove leve. Dobbiamo e possiamo crescere da vera e grande famiglia alpina, immune da pericoli di protagonismo, da associazione di uomini liberi, con un motto sempre impresso in noi: "ONORIAMO I NOSTRI MORTI, AIUTIAMO I VIVI".
E a tale proposito mi è particolarmente gradito ricordare quello che sarà l’intervento tra i più significativi dell'Associazione Nazionale Alpini, progetto che proprio in questi giorni inizia ufficialmente il proprio corso. In terra di Russia, a Rossosch, dove nel 1942 c'era il Comando del Corpo d'Armata Alpino, l'ANA  andrà a costruire un asilo capace di ospitare 100 bambini. Per realizzare tutto ciò la Sede Nazionale richiede l’intervento di tutti gli Alpini, in uomini, materiale e mezzi.
La sezione di Conegliano sarà senz'altro generosa protagonista: conta già, in prima linea, sull’apporto del nostro consigliere nazionale Lino Chies, che concorrerà alla direzione dei lavori. Segnaliamo la generosità di una nota ditta locale la “Mareno Grandi Cucine” che, nella persona del suo titolare signor Gribaudi, si è dichiarata disponibile alla fornitura gratuita delle apparecchiature per la confezione dei pasti per i piccoli ospiti russi. Con questa realizzazione si ricorderà, nel 1997 il 50° anniversario della battaglia di Nikolajewka e con le parole del nostro Presidente nazionale dott. Caprioli: "...sarà anche il nostro particolare modo di rispondere a coloro che van dicendo che l’Italia non ha più bisogno dei suoi Soldati e dei suoi Alpini !!!” -.
Geronazzo ha concluso dicendo: “E a proposito di reparti Alpini, sappiamo tutti come tiri vento di tempesta” specie per la nostra Brigata “Cadore’
E comprensibile che in tempi di così grossi mutamenti, al cadere dei blocchi contrapposti, si debba aggiornare il nostro modello di difesa. Anche i nostri reparti Alpini, dal 1975, data del!’inizio dei processo di ristrutturazione, sono stati ridotti notevolmente.
Ma è necessario che nelle alte sfere della classe politica resti la consapevolezza che i nostri Reparti devono comunque rimanere. pur nelle mutate situazioni, essendo l’unica salvaguardia sia civile, sia militare delle nostre montagne. anche per il forte legame sempre mantenuto con la popolazione. Voi ne siamo tramite ed esempio!
In un momento così delicato della nostra vita nazionale, noi Alpini abbiamo il dovere di essere per tutti esempio di rettitudine morale, per costruire una Società più giusta e nuova, senza dimenticare i valori della tradizione. Viva l'Itali. Viva gli Alpini".
Dopo l’applaudito discorso del vice presidente Geronazzo, le autorità hanno consegnato, a nome del Gruppo, un attestato di riconoscenza ai dieci seguenti soci anziani: Giovanni Battiston, Vittorio Grosso, Enrico dei Svaldi, Antonio Tonon, Antonio Fattorel, Andrea Pradella, Umberto Tomasi, Antonio Borsoi,Arnaldo Campardo e Angelo Meneguz,
La manifestazione si è conclusa con alcune marce, appropriate alla circostanza, eseguite dalla Fanfara Alpina diretta da Giobatta Zorgno. Un buon rancio ha rifocillato gli oltre 350 convenuti. Ricordo che, il sabato antecedente la cerimonia, si è svolta una “Rassegna Corale”, alla quale hanno partecipato il Coro “Minimo” di Belluno diretto da Gazzera e quello “Col di Lana” di Cozzuolo di Vittorio Veneto diretto dalla maestra Carraro. Di fronte ad un numeroso pubblico, il successo è stato, senza dubbio, straordinario. Bravi!
E' stato dimostrato che il gruppo di Corbanese ha promosso diverse iniziative utili alla comunità e in particolare a cui ha maggiormente bisogno; quindi ne possono andar orgogliosi. Bravi Alpini di Corbanese: fate parte anche voi di quell’Italia sana!
Oggi più che mai gli alpini debbono sentirsi uniti a difesa della tradizione popolare, di quei valori che costituiscono la forza trainante di ana vera comunanza, senza la sindrome di un protagonismo, che non può che essere segno di debolezza e di disgregazione, soprattutto nell’ambito dell’associazionismo, che può inoltre causare competizioni dannose allo spirito di compattezza di noi alpini. Dovremo essere profondamente convinti dell’utilità del nostro pensare e del nostro operare. Sappiamo bene che non basta guardare il passato, bisogna guardare con fiducia al futuro: noi alpini abbiamo la storia, le idee, il coraggio, l’esperienza per proseguire il nostro cammino, convinti anche di dover affrontare tempi nuovi e nuove insidie: l’attuale politica italiana fa testo. Ma fa testo, in antitesi. anche l’operato e le esemplari iniziative del capogruppo Angelo Casagrande e dei suoi collaboratori, come degli altri capigruppo e dei loro alpini.

renato brunello


25 ANNI

Domenica 15 Marzo 1992 il gruppo ha festeggiato il 25° di Fondazione.

Le autorità nei loro graditi e significativi interventi hanno reso testimonianza dell'impegno profuso dal Gruppo di Corbanese nei 25 anni di vita, e delle sue opere. Narrare quello che le penne nere di Corbanese - guidate dal capogruppo Angelo Casagrande e dal segretario Gianni Dal Molin; e ieri da Giorgio Poi e Mario Maset hanno realizzato, è senza dubbio doveroso.
Il sabato si è svolta una "Rassegna Corale", alla quale hanno partecipato il Coro "Minimo" di Belluno diretto da Gazzera e quello "Col di Lana" di Cozzuolo di Vittorio Veneto diretto dalla maestra Carraro. Di fronte ad un numeroso pubblico, il successo è stato, senza dubbio, straordinario.
La domenica ci siamo radunati alle ore 9.30, alle porte del paese, per incamminarci, in ordinato corteo, preceduti dalla Fanfara Alpina, dal Gonfalone del Comune di Tarzo, dai Vessilli di Conegliano e di Vittorio Veneto, dalle bandiere rappresentanti le associazioni dell'Aeronautica e degli Artiglieri di Tarzo, dai gagliardetti dei Gruppi di Colle Umberto, di Farra d'Alpago e di Tarzo della sezione di Vittorio Veneto e della quasi totalità dei nostri Gruppi, verso la chiesa parrocchiale per assistere alla S.Messa, celebrata dal parroco don Lorenzo Dalla Betta. Soddisfacente la partecipazione degli alpini e della popolazione. Presenti il sindaco di Tarzo (capoluogo cui fa parte Corbanese) geom. Elio Casagrande, il col. Giuseppe Salati, il comandante il distaccamento di Polizia Stradale di Vittorio Veneto m.m. Franco Caliciotti, il rag. Ennio Da Re vice presidente della sezione di Vittorio Veneto, i vice presidenti della nostra sezione Giovanni Battista Bozzoli e Nino Geronazzo.
Durante l'omelia della S. Messa, dopo aver commentato la Parola di Dio, che invita a seguire Gesù sulla strada del dono di sé, del servizio, della giustizia e della pace, il parroco don Lorenzo ha inserito una riflessione direttamente attinente alla celebrazione della suddetta ricorrenza alpina: "Sul fronte dell'impegno civile e sociale gli alpini hanno fatto delle precise scelte di democrazia, di partecipazione e di solidarietà. Non si sono chiusi nelle nostalgie del passato o in rituali senz'anima, ma hanno capito che la difesa della nazione si fa soprattutto in termini positivi, con l'impegno a coltivare i valori della pace, della solidarietà, dell'onestà, della presenza attiva e costruttiva nelle istituzioni, nella realtà civile e professionale. Se la gente ama gli alpini non è perché li trova particolarmente simpatici o festaioli o perché hanno la classica penna sul cappello, ma perché si sono schierati decisamente a fianco della parte più sana della nazione e hanno fatto propria la grande scelta del solidarietà cristiana, impegnandosi ad essere presenti e disponibili ovunque i bisogni urgenti del Paese li richiedano. Così li abbiamo visti generosamente attivi in Friuli dopo il terremoto, in Irpinia, in Valtellina e in altre occasioni di emergenza. Le iniziative favore di istituzioni benefiche o per il ripristino di edifici di interesse storico, artistico e religioso non si contano. 
Anche qui a Corbanese gli alpini hanno lasciato il segno della loro sensibilità nella Chiesa e sul percorso del Calvario e sono decisi a continuare questa lodevole tradizione. Noi li ringraziamo per la loro significativa testimonianza di impegno civile e sociale e auguriamo loro di poter dare un contributo o sempre più decisivo per l'affermazione di una cultura di pace e di autentico progresso, centrata sulla promozione della dignità dell'uomo, sulla solidarietà e sull'attenzione alle categorie più deboli".
Sono seguite la benedizione e la deposizione della corona di alloro al monumento al Caduti, funzioni accompagnate dalle note dell'Inno di Mameli e successivamente del "Silenzio" suonato dall'alpino Fantinel.

A questo punto hanno avuto inizio gli interventi. Il capogruppo Angelo Casagrande ha dato il benvenuto alle autorità e a tutti i convenuti, ringraziandoli, commosso, della loro prestigiosa e numerosa presenza. Il sindaco geom. Elio Casagrande ha detto che l'atmosfera cordiale e serena regnante tutt'intorno era il presagio, anzi, la conferma di una gioiosa giornata, giusto e meritato compendio alle tante fatiche degli alpini, in particolare al loro spirito di servizio.
Il vicepresidente Nino Geronazzo ha pronunciato il discorso ufficiale: "Vi porto il più cordiale saluto del presidente Luigi Basso, oggi impossibilitato a presenziare per motivi di salute, insieme a quello dei quasi 5000 Alpini della nostra sezione di Conegliano, forte dei suoi 29 gruppi, alpini che oggi sono qui tutti idealmente presenti. E' questo, un incontro per festeggiare un evento significativo nella storia di un Gruppo: 25 anni di vita alpina, piccole e grandi cose fatte da voi alpini di Corbanese con quello spirito che vi ha legato e vi legherà nel futuro incomprensibile a molti, simboleggiato dal nostro cappello. In un'isola verde del nostro mensile "L'ALPINO", mi hanno colpito alcune frasi di un articolo "La rara normalità di essere alpini". Dice l'articolista: "... Gli Alpini sono solamente, unicamente, semplicemente e modestamente cittadini qualsiasi, uomini che vivono nelle grandi città e nei piccoli paesi...".

E' doveroso ricordare alcuni momenti tra i più significativi di questi 25 anni.
- Nel 1966 l'allora vice presidente comm. Giovanni Daccò inizia i contatti con gli alpini di Corbanese per la costituzione di un gruppo, in armonia con la sezione di Vittorio Veneto.
- Il 26 novembre 1967, con la benedizione del gagliardetto, la madrina signora Matilde Maset ved. Luca, inizia ufficialmente l'attività del gruppo: capogruppo Giorgio Pol.
- Il 28 marzo 1971, viene inaugurato il restauro del monumento ai Caduti.
- Nel 1972 diviene capogruppo Mario Maset, che guiderà il gruppo fino al 1990. Significativi, in questo periodo, l'intervento effettuato sul tetto della Chiesetta del Calvario e la partecipazione frequente ai lavori del nascente "Bosco delle Penne Mozze" e nel Friuli a Pinzano.
- Il 21 marzo 1982 è stato inaugurato e donato alle scuole elementari il cippo con pennone alzabandiera.

Permettetemi di sottolineare quanto importanti siano per la crescita d'ogni vita associativa ed particolare perla vita futura dei nostri gruppi, la continuità tra il passato ed il presente, la gratitudine verso coloro che ci hanno preceduti, il cui esempio deve accompagnare le nuove leve. Dobbiamo e possiamo crescere da vera e grande famiglia alpina, immune da pericoli di protagonismo, da associazione di uomini liberi con un motto sempre impresso in noi: "Onoriamo i nostri morti aiutando i vivi". E a tale proposito mi è particolarmente gradito ricordare quello che sarà l'intervento tra i più significativi dell'Associazione Nazionale Alpini, progetto che proprio in questi giorni inizia ufficialmente il proprio corso. In terra di Russia a Rossosch dove nel 1942 c'era il Comando del Corpo d'Armata Alpini, l'A.N.A. andrà a costruire un asilo capace di capitare oltre 100 bambini. Per realizzare tutto ciò la Sede Nazionale richiede l'intervento di tutti gli Alpini, in uomini, materiali e mezzi. La sezione di Conegliano sarà senz'altro generosa protagonista, conta già, in prima linea sull'apporto del nostro consigliere nazionale Lino Chies, che concorrerà alla direzione dei lavori. Segnaliamo la generosità di una nota ditta locale la "Mareno Grandi Cucine" che, nella persona del suo titolare signor Gribaudi, si è dichiarata disponibile alla fornitura gratuita delle apparecchiature per la confezione dei pasti per i piccoli ospiti russi. Con questa realizzazione si ricorderà, nel 1993, il 50° anniversario della battaglia di Nikolajewka e con le parole del nostro presidente nazionale dr. Caprioli "... sarà anche il nostro particolare modo di rispondere a coloro che van dicendo che l'Italia non ha più bisogno dei suoi Soldati e dei suoi Alpini !!...". In un momento così delicato della nostra vita nazionale, noi alpini abbiamo il dovere di essere per tutti esempio di rettitudine morale, per costruire una società più giusta e nuova senza dimenticare i valori della tradizione.

Consegnato un attestato di riconoscenza ai dieci soci anziani: Giovanni Battiston, Vittorio Grosso, Enrico Dei Svaldi, Antonio Tonon, Antonio Fattorel, Andrea Pradella, Umberto Tomasi, Antonio Borsoi, Arnaldo Campardo e Angelo Meneguz;
la manifestazione si è conclusa con alcune marce, eseguite dalla Fanfara Alpina diretta da Giobatta Zorgno.